Realizzare sinergie concrete per soddisfare le esigenze crescenti del consumatore rispetto a prodotti sempre più sani e sicuri

Ricerca, agricoltura, cosmesi: nasce una nuova filiera lombarda

Silvano Brescianini (Barone PIzzini): "Perfetta coerenza con la nostra filosofia aziendale che punta l’attenzione sulla biodiversità e sull’innovazione ecosostenibile"
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Da SX: GIANNI FAVA (Assessore Agricoltura Regione Lombardia), MARINA MONTEDORO (Direttore Istituto di Ricerca Lazzaro Spallanzani), SILVANO BRESCIANINI (Direttore Azienda Vitivinicola Barone Pizzini, Franciacorta), ETTORE PRANDINI (Presidente Istituto di Ricerca Lazzaro Spallanzani), MATTEO MORETTI (Presidente Polo Tecnologico della Cosmesi).

Ettore Prandini, Presidente dell’Istituto Sperimentale di Ricerca ‘Lazzaro Spallanzani’ di Rivolta d’Adda e Matteo Moretti, Presidente del Polo Tecnologico della Cosmesi di Crema, hanno presentato oggi insieme all’Assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, il primo accordo di filiera agrocosmetica green a km zero in Italia.
E’ nata ufficialmente una nuova filiera – commenta Ettore Prandini, Presidente dell’Istituto Sperimentale di Ricerca ‘Lazzaro Spallanzani’ di Rivolta d’Adda – che mira a realizzare sinergie concrete tra scienza, ricerca, agricoltura e cosmesi, per soddisfare le esigenze crescenti del consumatore rispetto a prodotti sempre più sani e sicuri ma anche per fornire nuove prospettive di crescita e sviluppo per tali comparti. La presenza oggi dell’Assessore Fava è per noi motivo di gratificazione perché conferma la bontà del cammino intrapreso quale risorsa potenziale per l’intera regione”.
La Lombardia si conferma ancora una volta all’avanguardia – dichiara l’Assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava – con una filiera che declina la multifunzione in un’ottica ancora più ampia e si esprime attraverso la sinergia fra produzione, nuovi impieghi delle materie prime e valorizzazione dei sottoprodotti, vere e proprie risorse anche nel comparto della cosmesi, a dimostrazione della versatilità del settore primario”. “Regione Lombardia – prosegue Fava – guarda con attenzione questi modelli che promuovono la sostenibilità ambientale ed economica e costituiscono una ulteriore opportunità occupazionale per il comparto. Così anche immaginiamo debba svilupparsi la ricerca scientifica, a vantaggio di progetti concreti, in grado di sostenere il territorio, come questa nuova filiera agrocosmetica intende fare”.
Grazie al connubio di due settori come agricoltura e cosmesi, attraverso la ricerca e con approcci tecnico-scientifici innovativi – spiega Ettore Prandini – sarà possibile individuare modelli virtuosi in accordo con la strategia comunitaria della “Bioeconomy” per promuovere uno sviluppo rispettoso delle risorse naturali. La ricerca è un fattore culturale di cui l’istituto Spallanzani si fa portavoce con l’obiettivo di allargare la percezione, soprattutto del mondo imprenditoriale, sull’utilità concreta della stessa in termini di miglioramento qualitativo nella programmazione degli interventi aziendali. L’accordo con il Polo della Cosmesi si muove in tal senso e sono certo saprà portare ad un’ottima sinergia operativa utile all’intero sistema”.
Questa partnership – aggiunge Matteo Moretti, Presidente del Polo Tecnologico della Cosmesi – metterà a disposizione delle aziende del Polo della cosmesi numerosi servizi ed opportunità di eccellenza, come l’attività di sviluppo di test in vitro alternativi alla sperimentazione animale grazie ai laboratori di microbiologia, test in vitro e chimica, di cui dispone l’Istituto Spallanzani, che è anche impegnato nella ricerca per l’utilizzazione di microalghe in ambito cosmetico e lo sviluppo di nuove tecnologie”.
L’utilizzo virtuoso di sottoprodotti agricoli – commenta Silvano Brescianini, Direttore dell’Azienda vitivinicola biologica Barone Pizzini, la prima coinvolta in un progetto di ricerca della filiera  – è una pratica in perfetta coerenza con la nostra filosofia aziendale che punta l’attenzione sulla biodiversità e sull’innovazione ecosostenibile. La sensibilità e il rispetto nei confronti dell’ambiente che ci ospita, passa anche da intuizioni come questa, che portano valore al know how aziendale oltre che, ovviamente, al territorio, dimostrando come l’agricoltura rappresenti una vera opportunità per il sistema a 360 gradi. Ringrazio, quindi, l’Istituto Spallanzani per aver scelto la nostra azienda come partner di questa esperienza, che auspico possa diventare una modalità diffusa in tutta la nostra agricoltura”.